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Pos Senza Partita IVA: Quale Scegliere e Cosa Dice la Legge

La legge italiana permette in alcuni casi particolari di effettuare delle prestazioni lavorative anche senza partita IVA.

Questa possibilità è sempre subordinata alla svolgimento di lavori considerati di natura occasionale ma molto spesso chi lavora con queste modalità si chiede se può disporre di un Pos pur trovandosi sprovvisto di partita IVA. Si tratta di un dubbio legittimo in quanto sempre più persone sono abituate a questa forma di pagamento elettronico con bancomat e carte di credito. 

Di conseguenza disporre di un mobile Pos significa non perdere clienti e molto spesso anche ottenere un pagamento in modo molto più veloce, rispetto ad esempio a quanto avviene con un normale bonifico.

La buona notizia è che in commercio esistono dei Pos ideali per questo utilizzo, grazie a spese di gestione bassissime.

In questo articolo vedremo quali sono i migliori Pos per chi è senza partita iva, prendendo però prima in considerazione cosa dice al riguardo la legge italiana.

Quando si può avere il pos senza partita IVA

Questa possibilità solitamente interessa tre diverse categorie: gli hobbisti, gli artigiani e i creativi.

Gli hobbisti cono coloro che vendono dei prodotti in modo occasionale, dopo averli assemblati saltuariamente nel proprio tempo libero.

Gli artigiani sono coloro che utilizzando delle materie prime, realizzando delle “creazioni” frutto per almeno tre quarti della propria manualità.

Mentre i creativi sono invece quelli che sfruttano il proprio ingegno, o la propria manualità, per realizzare dei beni nuovi  e non frutto di un solo assemblaggio (ad esempio un libro o un quadro).

Questa precisazione è utile perché in Italia per queste categorie non vige l’obbligo di aprire partita IVA, purché la vendita avvenga in modo non continuativo.

I ricavi di tali attività devono inoltre essere certificati dal rilascio di una ricevuta non fiscale. Gli importi di tali ricevute dovranno poi essere dichiarati all’interno del quadro RL del Modello redditi della dichiarazione dei redditi o del 730 (come previsto dall’articolo 67 DPR n 917/86 lettere i e l).

La ricevuta deve sempre essere emessa al momento del pagamento ed essere abbinata ad una marca da bollo da 2,00€ quando l’importo della vendita supera le 77,47€. La marca da bollo deve essere acquistata dal venditore ma può anche essere addebitata all’acquirente.

La possibilità di disporre di un Pos senza partita iva riguarda però anche l’attività di bed and breakfast ed affittacamere. Anche in questo caso deve essere prevalente l’elemento della saltuarietà della prestazione.

I bed and breakfast e gli affittacamere per non avere partita iva devono infatti avere un’attività occasionale, ad esempio limitata a pochi mesi all’anno, e non deve essere di tipo imprenditoriale. In ogni caso è sempre consigliabile richiedere la consulenza di un esperto del settore per non incorrere in problemi con il fisco.

Pos senza partita iva: quale scegliere

Le attività che possono richiedere un Pos senza partita iva, e quindi anche senza essere iscritte nei registri professionali e d’impresa, dovrebbero ovviamente avvalersi di strumenti che non prevedono costi fissi e vincoli contrattuali sul terminale, in modo tale da rendere questa scelta vantaggiosa anche per attività sporadiche di vendita.

Vi proponiamo due ottime soluzioni senza canone e con transazioni molto contenute su ogni singola vendita.

SumUp

Le soluzioni proposte da SumUp sono sicuramente tra i migliori Pos per chi è sprovvisto di partita iva, in quanto rappresentano dei terminali economici, ottimi anche per lavori occasionali.

SumUp rappresenta il Pos senza canone per eccellenza e per questo negli ultimi anni ha acquisito una notevole notorietà nel mondo dei pagamenti elettronici. Il lettore di carte di SumUp si contraddistingue per le seguenti caratteristiche:

  • assenza di canone mensile;
  • nessuna spesa periodica di gestione;
  • commissioni dell’1.95% sul transato;
  • funzionamento anche in mobile con scheda sim integrata;
  • costi chiari e facili da pianificare;
  • ottima assistenza tecnica;
  • elevato livello di sicurezza.

Con questo Pos gli incassi vengono accreditati in modo rapido, mediamente nel giro di due giorni lavorativi, su qualsiasi conto corrente. Oltre alla singola commissione sulle transazioni, tra le più basse in assoluto, non viene addebitato all’utilizzatore nessun altro costo. Si tratta cioè di un Pos per bancomat e carte di credito perfetto per chi non ha la partiva iva perché presenta delle spese solo se e quando viene utilizzato. Molto utile è poi il fatto che non presenta nessuna spesa di mantenimento, neanche nel caso in cui si rendessero necessarie operazioni straordinarie, come ad esempio quella di storno.

Oltre a pagare una commissione bassa per ogni singolo dispositivo, i Pos per pagamento elettronico di SumUp funzionano anche in modalità contactless e hanno un prezzo di acquisto contenuto. Il modello SumUp Air è il più economico ed ha attualmente un costo di soli 17,99 €  + iva. 

Questo è il più adatto a chi non dispone della partita iva, in quanto può essere usato in mobilità, funziona in abbinamento con l’APP di gestione per tablet e smartphone, e ha una batteria che permette di incassare fino a 500 pagamenti con una sola carica. La linea presenta poi anche altri prodotti più costosi, non adatti però ad un uso occasionale.

MyPos

Anche il Gruppo MyPos offre un’ottima alternativa a chi cerca un Pos senza partita iva perché non prevede nessun canone fisso

In questo caso la commissione applicata per ogni singola transazione è ancora più bassa, per i principali circuiti. Si tratta quindi di un Pos mobile con batteria dalla lunga durata, le sue caratteristiche tecniche sono:

  • assenza di canone mensile;
  • nessuna spesa periodica di gestione;
  • funzionamento anche in mobile con scheda sim integrata
  • commissioni dell’1.20% sul transato;
  • costi chiari e facili da pianificare;
  • buona assistenza tecnica.

Il lettore più economico tra quelli della linea MyPos ha una spesa iniziale di 29 euro + iva e si chiama MyPos Go. Anche in questo caso funziona in abbinamento con l’apposita APP di gestione e permette al cliente anche di effettuare pagamenti in modalità contactless

Un aspetto molto importante di questo terminale, da soppesare nella scelta di un Pos per chi è senza partita iva, riguarda però il fatto che i lettori di MyPos prevedono sempre la sottoscrizione di un conto e-money associato al dispositivo, sul quale vengono depositati tutti gli incassi. Questo comporta anche il pagamento di una commissione di 3 euro per effettuare bonifici SEPA (necessari per spostare i soldi su un altro conto) e un costo di 15 euro per la chiusura del conto.

Una commissioni di 0,50 centesimi è prevista anche per le domiciliazioni, una di 3 euro per il prelievo di importi inferiori a 300 euro e una di 4 euro per i prelievi con importi superiori. È prevista però anche la presenza di una carta di debito associata al conto, il cui utilizzo è sempre gratuito. 

Per questo motivo, in virtù anche di questo limite, si tratta di un servizio conveniente se l’utilizzatore reputa di poter utilizzare direttamente il conto associato al dispositivo per la gestione dei propri fondi e la carta per gli acquisti online.

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